LUIGI LORENZO SECCHI E LA RICOSTRUZIONE DEL TEATRO ALLA SCALA

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Il mirabile e complesso edificio denominato Teatro alla Scala, progettato da Giuseppe Piermarini in seguito all’incendio ell’antico Teatro Ducale di Milano, inaugurato nel 1778 e impostosi nella sua lunga storia all’attenzione della cultura internazionale per la qualità e il fascino dei suoi spettacoli musicali, fu colpito nella notte tra il 15 e il 16 agosto del 1943 da un violento bombardamento aereo che ne mise in forse l’esistenza. Le bombe avevano sfondato la volta della grande sala, compromesso diversi ordini di palchi e distrutto i locali di servizio, i laboratori e gli uffici: solo il palcoscenico, grazie al sipario ignifugo, era rimasto intatto. Nel generale paesaggio di distruzioni belliche che interessava l’intera città di Milano i lavori per salvare quanto era salvabile e progettare la ricostruzione del teatro iniziarono subito, con una stima dei danni, il recupero meticoloso e la catalogazione dei frammenti e dei materiali originali sopravvissuti, il puntellamento dell’edificio e la sua provvisoria copertura. A dirigere i lavori, e orientarli verso un deciso ripristino della forma precedente, seppure attraverso la lettura critica delle modifiche intervenute negli oltre centocinquant’anni di vita della fabbrica, fu lo stesso “medico curante della Scala” (così “Domus”, n. 194, febbraio 1944), l’ingegnere Luigi Lorenzo Secchi.

Conservatore dell’immobile fin dal 1932 Secchi ne conosceva come pochi i pregi e i segreti, a cominciare dalla meravigliosa acustica della sala che si studiò di “resuscitare” pur nella scarsità dei mezzi e dei materiali idonei dovuta al perdurare della guerra. Tra innumerevoli difficoltà e altrettante prove di tenacia e di intelligenza, la ricostruzione della Scala fu ultimata in meno di tre anni e l’11 maggio del 1946 Arturo Toscanini, rientrato dall’esilio negli Stati Uniti, poteva celebrarla con un concerto divenuto simbolo della rinascita del Paese e di cui ricorre oggi il settantesimo anniversario. “Come prima, meglio di prima”, secondo il Maestro, l’acustica del “suo” teatro, parole che ancora suonano come il miglior omaggio all’opera di Luigi Lorenzo Secchi, lo straordinario civil servant che sarebbe rimasto “in forza” alla Scala per altri quarant’anni, protagonista di altre importanti ristrutturazioni e di una amorevole cura quotidiana dell’edificio.

Archivi Storici, che di Luigi Lorenzo Secchi, grazie alla liberalità dei suoi eredi, possiede l’importante fondo di documenti originali, ricorda con una mostra quella ricostruzione, che interroga ancora gli storici, gli specialisti del restauro e, non ultima, la coscienza civile.

LUIGI LORENZO SECCHI E LA RICOSTRUZIONE DEL TEATRO ALLA SCALA

mostra a cura di Claudio Camponogara, Vincenzo Ficco, Marco Vitale
con la collaborazione di Sabrina Contu, Luciana Gunetti

progetto grafico : Francesco E. Guida
progetto di allestimento : sala espositiva Lola Ottolini
realizzazione dell’allestimento : Laboratorio Allestimenti “Paolo Padova” Politecnico di Milano, Dipartimento di Design
stampa : Grafiche Mainardi

produzione : Cristina Mandelli Antonio Marcato
Archivi Storici del Politecnico di Milano Area Servizi Bibliotecari di Ateneo

si ringraziano : Dino Belletti, Paolo Besana, Francesco Biraghi, Donatella Brunazzi, Mariano Chernicoff, Rita Citterio, Carlo De Martini, Lanfranco Li Cauli, Marta Nori, Mariella Perucca, Livio Riceputi, Ubaldo Rosso, Luciana Ruggeri, Camillo Sangiorgio.
Un ringraziamento particolare a Luisa Secchi Tarugi per aver donato l’importante fondo archivistico intitolato al padre, e ad Alexander Pereira, sovrintendente del Teatro alla Scala.

I materiali in mostra provengono dal Fondo Luigi Lorenzo Secchi, Archivi Storici del Politecnico di Milano, dall’Archivio StoricoDocumentale del Teatro alla Scala, dal Magazzino Costumi del Teatro alla Scala