Grafica e Avanguardie. I Bauhausbücher

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Una mostra, una mostra, una mostra

di Mario Piazza

Questa mostra narra di una scuola. Una scuola tra le più importanti del secolo scorso per le discipline artistiche e progettuali. Una scuola tesa alla modernità, in primo luogo come modello didattico e formativo. E per questo oltre alla qualità dei docenti e degli studenti, agli spazi e agli ambienti architettonici, questa scuola, il Bauhaus diretto da Walter Gropius, non poté fare a meno di realizzare concreti e sperimentali strumenti didattici.

La serie dei Bauhausbücher, quattordici titoli sui cinquanta ambiziosamente immaginati, testimonia gli orizzonti sperimentali di un progetto didattico e l'impegno per una nuova manualistica di autori che fino ad allora erano architetti, artisti, designer, grafici. Questi libri dovevano trattare argomenti artistici, scientifici e tecnici e offrire una documentazione dell'attività dei laboratori del Bauhaus. Gli autori sono oggi tutti mostri sacri. E i quattordici libri, diretti da Gropius e pensati tipograficamente da László Moholy-Nagy, sono altrettante perle di qualità editoriale e grafica. Erano delle novità anche visive e per questo anche dei modelli per esplorare le nuove forme del libro.

Questa mostra racconta anche la storia del loro grande fascino. Dieci di questi libri erano di Albe Steiner, un maestro della grafica e un grande didatta. Con sua moglie e collega Lica Covo aveva lavorato in Messico con Hannes Meyer, prima insegnante e poi direttore del Bauhaus dal 1927 al 1930. Comunismo e sperimentazione. Passione e avanguardia. Contenuti e forma. Un modello per l'insegnamento e per il mestiere di grafico. Il lavoro degli Steiner ha assorbito tutto e l'ha restituito con originalità, metodo e coerenza. Anche nelle cose più intime e sperimentali. Certi album di ricerca o certi libretti di raccolta dei progetti di Albe e Lica avrebbero potuto essere un italico Bauhausbuch. 

Questa mostra racconta anche la storia dei librai che vendevano a Milano questi tesori di novità. E la libreria internazionale dei fratelli Salto era infatti molto più di un semplice e fornito negozio. Era un cenacolo culturale ed artistico. E per loro Albe Steiner oltre a comprare i libri, progettò il marchio e l'immagine coordinata, testimoniando una relazione più profonda, la complicità in una ricerca comune, che grazie ad entrambi fece da modello e luce per la sperimentazione grafica, foto-grafica, editoriale e architettonica di molti autori italiani, che anche essi oggi sono tutti mostri sacri. 

La tela gialla e le linee rosse di Gropius e Moholy-Nagy hanno gemmato e continueranno a farlo.

mostra a cura di  Luciana Gunetti, Mario Piazza e Marco Vitale

progetto grafico : Francesco E. Guida

progetto di allestimento sala espositiva : Lola Ottolini

realizzazione dell’allestimento : Laboratorio Allestimenti “Paolo Padova”, Politecnico di Milano, Dipartimento di Design

video : Laboratorio Immagine, Politecnico di Milano, Dipartimento di Design

stampe : Grafiche Mainardi

produzione : Cristian Borrello, Cristina Mandelli
Archivi Storici – Politecnico di Milano Area Servizi Bibliotecari di Ateneo

si ringraziano: 
Laura Armiero, Claudio Camponogara, Oriana Codispoti, Giancarlo Consonni, Sabrina Contu, Vincenzo Ficco, Gianna Frosali, Lorenzo Grazzani, Maria Luisa Masetti, Roberta Moro, Claudia Piergigli, Giulia Polidoro, Renzo Riboldazzi, Caterina Sala, Anna Tonicello, Graziella Tonon, Angela Windholz

i materiali esposti provengono da : 
Archivio Albe e Lica Steiner - Politecnico di Milano
Centro di Documentazione sul Progetto Grafico - Aiap
Archivio Piero Bottoni - DAStU - Politecnico di Milano
Biblioteca dell’Accademia di Architettura di Mendrisio - Università della Svizzera Italiana
Biblioteca Centrale di Architettura - Politecnico di Milano
Biblioteca Centrale della Facoltà di Architettura Università degli Studi di Roma La Sapienza
Biblioteca di Scienze Tecnologiche - Università degli Studi di Firenze
Centro APICE - Università degli Studi di Milano
Università IUAV di Venezia